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CCNL Distribuzione Coop: esito incontro

COMUNICATO SINDACALE

Nei giorni 7 e 8 luglio 2016 è proseguito il confronto per il rinnovo del CCNL della distribuzione cooperativa.

La delegazione delle imprese cooperative è entrata nel merito di tutte le proprie richieste presentando una lunga lista di istanze peggiorative del contratto nazionale che è addirittura aumentata rispetto all’inizio del negoziato e che di seguito elenchiamo:

• Conferma delle 40 ore per gli assunti dopo il 22 dicembre 2012.

• Passaggio dal divisore 165 al 168 per tutti i dipendenti.

• Riduzione del 5% sulle maggiorazioni domenicali, straordinarie e notturne.

• Sistema di deroghe automatiche al contratto nazionale qualora ci siano perdite di bilancio.

• Riduzione dei permessi per le cooperative minori a 40 ore annue su regime di 40 ore settimanali ed eliminazione del limite di 300 dipendenti per identificare le cooperative minori.

• Possibilità per le imprese di assumere part time 8 e 16 ore settimanali anche non per week end e senza accordo aziendale.

• Aumento delle percentuali di utilizzo di tempi determinati e somministrati.

• Modifica del pagamento dei primi tre giorni di malattia come da normativa Confcommercio compensando con una proposta sul welfare.

• Eliminazione dei parametri 155 e 180 dei livelli 4° e 3° e sostituzione del differenziale retributivo per i lavoratori in forza con un ad personam assorbibile.

• Disponibilità ad aumentare la quota di assistenza sanitaria per i part time ma stabilendo una quota a carico di tutti i lavoratori.

• Proposta salariale di aumento pari 40 euro da gennaio 2017 e 45 euro da gennaio 2018 con vigenza del CCNL fino a dicembre 2018. Una proposta pari a circa un terzo in meno di quella di Confcommercio, saltando di fatto 2 anni di aumenti salariali.

È evidente a tutte le lavoratrici e i lavoratori che a queste condizioni è impossibile fare il contratto, si dovrebbe fare una serie di interventi che vanno ben oltre il tema della malattia tanto enfatizzato dalle cooperative come lotta all’assenteismo. Un’operazione di riduzione dei costi e quindi di salario, di aumento della precarietà e di incremento dell’utilizzo del part time che nel complesso appare insostenibile, il tutto coronato da un aumento salariale evidentemente insufficiente.

Filcams Fisascat e Uiltucs hanno sollecitato le cooperative a ridurre drasticamente le proprie aspettative, hanno posto alcuni ambiti di confronto per avviare una trattativa costruttiva e individuare dei margini di mediazione e hanno presentato una serie di richieste nell’ambito normativo e di miglioramento delle relazioni sindacali, ma le associazioni cooperative non hanno concesso nessuno spazio di confronto, si sono limitate a ribadire ed incrementare le loro richieste.

Un nuovo incontro è stato previsto per il 25 luglio 2016 per continuare il confronto ed approfondire alcune tematiche rimaste in sospeso sul mercato del lavoro.

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