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CCNL Ristorazione, salari: rimane la distanza

Si è svolto l’8 febbraio il previsto incontro per la definizione del CCNL Ristorazione.

Come sollecitato dalle organizzazioni sindacali, ACI e Angem hanno presentato un’ipotesi di accordo in forma di articolato nell’ottica di definire il testo contrattuale integrale sostitutivo del CCNL Turismo 2010.

I contenuti del documento prefiguravano un arretramento su tutti i temi finora affrontati e sui quali nei precedenti incontri era parsa emergere qualche soluzione: in termini di decorrenza e durata (fine 2019); permessi retribuiti (quota di 32 ore che, se non goduta entro il 30 giugno anno successivo, decadrebbe); contrattazione di secondo livello (parte economica sospesa in questa tornata contrattuale); bilateralità (ipotesi di uscita da EBNT e da EST in assenza di riforma del sistema).

A tutto ciò si aggiungevano formulazioni relative al cambio di appalto ed alla sfera di applicazione difformi da quanto previsto.

I sindacati hanno contestato questa impostazione, ribadendo che l’eventuale accordo non potrà in alcun modo modificare sostanzialmente il quadro normativo esistente e la durata non potrà superare il 31 dicembre 2018.

Relativamente al salario, le controparti hanno presentato una proposta che – pur attestandosi a 88 € – colloca le quote di aumento in sei rate tra 2017 (10+10), 2018 (15+15) e 2019 (20+18).

I rappresentanti dei lavoratori hanno giudicato irricevibile tale soluzione ed hanno ribadito che, stante questo quadro complessivo, la rottura del negoziato era inevitabile.

Dopo un intenso dibattito, in cui sono emerse anche posizioni articolate all’interno della delegazione datoriale, le posizioni sui temi normativi si sono riavvicinate mentre è rimasta una profonda distanza rispetto alla questione salariale.

Si è deciso di svolgere un ultimo tentativo per verificare in via definitiva la possibilità di ottenere un’intesa, stabilendo l’incontro per il 18 febbraio 2017 alle ore 10,30 a Bologna.

È evidente che, qualora questo ulteriore incontro non dovesse sortire esito positivo, la trattativa sarà definitivamente interrotta e si dovranno predisporre le conseguenti iniziative di mobilitazione. In quest’ottica è necessario sviluppare nei prossimi giorni la massima informazione ed il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori.

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