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Consulmarketing, stop ai licenziamenti unilaterali

Si è svolto il 6 giugno 2016 alla Regione Lombardia l’incontro con Consulmarketing SpA sulla procedura di licenziamento collettivo dei 465 addetti alla rilevazione prezzi nella GDO.

Si trattava dell’incontro finale della fase amministrativa, dopo che la fase sindacale si era conclusa con un mancato accordo.

La riunione si è conclusa con un’intesa che prevede che i licenziamenti possano avvenire soltanto con il consenso dei lavoratori interessati, in termini sindacali e legislativi “con il criterio esclusivo della non opposizione”. In caso di mancato accordo l’Azienda avrebbe potuto procedere ai licenziamenti in modo coercitivo e unilaterale.

Con tale accordo, dunque, UILTuCS e Filcams hanno fermato i licenziamenti: nessun lavoratore potrà essere licenziato senza il suo consenso. I lavoratori che accettassero il licenziamento avrebbero comunque diritto all’assegno di disoccupazione (NASPI), quindi nessun lavoratore si deve dimettere, pena perdita del diritto alla NASPI.

I sindacati ritengono inoltre doveroso sottolineare, fin da ora e a scanso di ogni equivoco, che i lavoratori che pensassero di utilizzare questa finestra per farsi licenziare e farsi riassumere con diverso contratto in Consulmarketing, commetterebbero secondo il contratto che gli potrebbe essere proposto, quantomeno un’imprudenza.

Vista da fuori questa manovra potrebbe apparire come un’elusione al sistema di ammortizzatori che si metteranno in campo.

Inoltre, come già specificato durante il tavolo ministeriale, non solo le organizzazioni sindacali non credono sia possibile la coesistenza fra le due tipologie contrattuali, ma ritengono sotto ogni punto vista, seppur certificato, che il contratto di lavoro autonomo proposto non sia coerente con l’attuale legislazione in materia.

Con l’accordo è stato anche stabilito di ricorrere, in via alternativa ai licenziamenti, a un contratto di solidarietà che durerà presumibilmente fino alla fine dell’anno.

Il 9 giugno 2016 alle ore 9.30 si terrà un incontro a Milano in via Saffi 31 per definire le modalità di attuazione del contratto di solidarietà, si stabiliranno le regole con cui sarà attuato, verificando, con il concorso delle Rappresentanze Sindacali Aziendali e il confronto con l’azienda, l’attuale organizzazione del lavoro e dove effettivamente sia necessario procedere alle riduzioni temporanee dell’orario. Ovviamente occorrerà tener conto dell’insieme del territorio nazionale e della banca ore, così da decidere in modo equilibrato e secondo logica.

Per i lavoratori per i quali fosse prevista tale riduzione, questa sarebbe parzialmente compensata da un contributo erogato, nell’arco dell’anno, in parte dall’Inps e in parte dalla Regione Lombardia.

I sindacati hanno chiesto all’azienda di escludere dalla solidarietà i contratti a tempo determinato, per i quali è stata già avanzata la richiesta di un allungamento del diritto di precedenza, già spettante per legge, in caso di nuove assunzioni sia a tempo determinato che indeterminato.

I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto che non si ricorra al lavoro a chiamata e hanno dichiarato che non si accetterà che l’azienda – durante la solidarietà – ricorra a contratti di collaborazione (co.co.co.), facendo svolgere a lavoratori autonomi il lavoro dei rilevatori che sono in solidarietà.