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Coop Alleanza 3.0, presentato il piano industriale

Lo scorso 7 aprile, le organizzazioni sindacali Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs hanno incontrato la direzione di Coop Alleanza 3.0 per approfondire i contenuti del piano industriale aziendale 2017/2019, del progetto di riorganizzazione denominato Progetto Rete, nonché per avviare un confronto afferente il sistema di relazioni sindacali interno alla Cooperativa.

In relazione al piano industriale, presentato nella versione cosiddetta estesa discussa nella Consulta soci, i responsabili di Coop Alleanza 3.0 hanno evidenziato lo stretto nesso – che il management ha voluto fosse posto a base del documento strategico – esistente fra investimenti e generazione dei flussi di cassa da parte delle varie gestioni (caratteristica, immobiliare e finanziaria), a garanzia di politiche commerciali sostenibili ed efficaci.

Nel richiamare le direttrici essenziali del crono programma inaugurato il 30 marzo del 2015, con la cosiddetta Fase 0, proseguito con i successivi due stadi relativi, rispettivamente, alla “pre istruttoria” ed alla “istruttoria ed elaborazione”, a detta della direzione di Alleanza 3.0, col mese di gennaio 2017, si sarebbe avviata la Fase 3 del processo evolutivo dell’entità commerciale nata dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest, ovverosia quella della “messa a terra”, nella quale si tramuteranno in azioni le proposizioni economico-gestionali elaborate e validate dal CdA.

In generale, gli orientamenti programmatici per il triennio 2017/2019 di Alleanza 3.0 saranno informati a tre parole d’ordine:

a) rilanciare, cioè migliorare il rapporto vendite/redditività senza prevedere il taglio di rami aziendali;

b) efficientare, vale a dire ottimizzare le economie di scala;

c) riequilibrare, ovverosia migliorare il rapporto intercorrente fra investimenti e generazione di cassa, nonché dismettere gli asset non strumentali (per reperire le risorse necessarie per sostenere gli investimenti).

Un aspetto assai significativo del piano è rappresentato dagli interventi sulla rete commerciale; la Cooperativa, infatti, intende impegnare 240 milioni di euro per ristrutturarne una significativa parte; i negozi sui quali si opereranno le ristrutturazioni saranno 160 (su 400), mentre saranno aperti 30 nuovi punti vendita (oltre a 62 format di ottica, 57 salute e benessere e 60 pet food, che potranno anche essere ubicati fuori dai centri commerciali).

Per effetto delle sole ristrutturazioni, Alleanza 3.0 conta di conseguire un incremento delle vendite dell’ordine di 95 milioni di euro.

Sempre per “trainare” le vendite, la Cooperativa investirà 50 milioni di euro in attività promozionali, ben 49 milioni di euro sotto forma di “investimento” sui margini e 4,5 milioni di euro in campagne di comunicazione (sempre relative alle promo); in termini pratici, sono previsti incrementi dei volantini d’attenzione dell’ordine di 13 per gli iper e 4 per i smk, con un incremento medio del 5% dello sconto di volantino è una riduzione del 20% delle referenze in promozione (sul volantino).

Rispetto all’e-commerce, Alleanza 3.0 si attende un volume di vendite al 2019 di 200 milioni di euro, con 11.500 referenze trattate dal canale immateriale, a fronte di 48 milioni di euro di investimenti.

In ordine ai volumi originati dalla clientela degli affiliati (Alleanza 3.0 ha sottoscritto nel febbraio di quest’anno un accordo di Master Franchising col Gruppo AZ per la Calabria), la Cooperativa pensa di poter raggiungere i 500 milioni di euro; inoltre ulteriori incrementi del giro d’affari dovrebbero dipendere dall’apertura di 35 distributori e dall’offerta di servizi di welfare per i dipendenti da cooperative e per le aziende insistenti nei territori serviti commercialmente.

In estrema sintesi, i soli investimenti tecnici (diversi quindi da quelli budgettizzati in termini di riduzione di marginalità) ammonteranno nel triennio oggetto del piano industriale a 790 milioni di euro; di contro, i contenimenti di costo messi a preventivo dovrebbero ammontare a:

− 0,75% di incidenza dei costi generali sulle vendite;

− 15 milioni di euro di costo di funzionamento (già nel 2018);

− 11 milioni di euro di perdite in meno derivanti dalla razionalizzazione della rete;

− 25 milioni di euro di perdite in meno sulle partecipazioni;

− 7,4 milioni di euro in più dal risultato netto per l’anno 2019 su diversificate;

− 400 milioni di euro da dismissioni immobiliari (nel triennio);

− 600 milioni di euro di finanziamento a medio termine (in sostituzione di quello a breve).

Sempre stando a ciò che è stato riferito dalla direzione aziendale, nell’anno in corso ci sarà l’incidenza maggiore in termini di costi da sostenere.

La simulazione inerziale delle principali grandezze di conto economico – operata da Alleanza 3.0 per offrire un elemento di valutazione neutro – fa emergere che, nel 2019, le vendite calerebbero a 4.629 milioni di euro (contro quota 4.650 milioni di euro contenuta nel pre consuntivo 2016), il risultato della gestione caratteristica toccherebbe quota – 97 milioni di euro (rispetto ai -40 milioni sempre previsti dal pre consuntivo 2016) ed il risultato della gestione finanziaria scenderebbe invece a 45 milioni di euro (rispetto ai 75 milioni del p.c. dell’anno scorso).

Tuttavia, siccome la Cooperativa ha deciso che il triennio 2017/2019 sarà interessato da importanti investimenti, la simulazione rappresenta un riferimento meramente teorico; infatti, i ricavi da vendite attesi per il 2019 dovrebbero ammontare 6.718 milioni di euro (di cui 5.907 milioni da GDO) ed i soli investimenti tecnici (al netto, cioè, degli interventi sulla marginalità) a ben 790 milioni di euro. Mentre il risultato aziendale (da consolidato) è così schematizzabile:

Esercizi

2016 – Valori (in milioni di €)

7

2017 – Valori (in milioni di €)

0
2018 – Valori (in milioni di €)

-4

2019 – Valori (in milioni di €)

-7

Inoltre, sempre in ordine al piano triennale, la direzione di Alleanza 3.0 ha programmato di conseguire una riduzione complessiva delle spese generali di 301 milioni di euro (così spalmati: 70 milioni nel 2017, 67 nel 2018 e 64 nel 2019).

In relazione al Progetto Rete, vale a dire i propositi di revisione dell’organizzazione dei punti di vendita, la Cooperativa ha comunicato di voler passare dall’attuale organizzazione, che ha 14 modelli, 25 declinazioni e 70 organigrammi, ad un nuovo modello incentrato sul superamento della logica di canale (Iper e Super), sull’attribuzione ai punti di vendita secondo parametri oggettivi di performance e di potenziale, sulla riduzione dei ruoli di punto vendita e responsabilizzazione personale e sulla forte focalizzazione sui reparti freschi.

In particolare, dai 24 ruoli attualmente previsti dalla struttura delle figure di punto di vendita si dovrebbe arrivare ad averne massimo 5 (Direttore – Assistente del Direttore – Capo Reparto – Assistente di Reparto – Addetto); mentre le attuali 25 declinazioni organizzative, dovrebbero ridursi 7 (che saranno identificate secondo la complessità del punto di vendita).

Relativamente alle modifiche organizzative, e soprattutto al cronoprogramma che Coop Alleanza 3.0 si è dato per realizzarlo (entro fine maggio si esaurirà la parte sperimentale), i sindacati di categoria hanno evidenziato non poche riserve e preoccupazioni, soprattutto rispetto alla comprensione significativa dei ruoli.

Lo specifico argomento del Progetto Rete sarà trattato in apposita riunione il prossimo 3 maggio, mentre un’ulteriore riunione per proseguire il confronto sul tema delle relazioni sindacali si terrà il giorno 9 maggio 2017.