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Coordinamento Basi: rilanciare Decimomannu

Il 7 luglio nella sede UIL di Cagliari si è tenuta la riunione del Coordinamento Nazionale BASI. La riunione è stata convocata per varare la piattaforma rivendicativa per il CCNL del Personale Civile dipendente delle Forze Armate Americane.

Il CCNL è in applicazione a 4500 addetti dislocati in 6 basi e scade il 31/10/2016. Sono nelle rivendicazioni: l’aggiornamento delle norme contrattuali alla normativa vigente, nuove relazioni sindacali e l’aumento  dei livelli salariali.

La scelta di tenere il Coordinamento Nazionale a Cagliari viene dalla volontà di ridare risalto alla vertenza della Base Militare di Decimomannu, a seguito della decisione dell’Aereonautica Tedesca di lasciare Decimomannu.

Ha infatti omaggiato della sua presenza il Colonnello Wolfgang Asmus della Luftwaffe, l’Aereonautica Tedesca, dando degli aggiornamenti sull’attuale situazione.

La presenza del Coordinatore Nazionale delle Basi Usa Roberto Frizzo e delle delegazioni delle Basi di Decimomannu Edmondo Montis, di Aviano Angelo Zaccaria e Sonia Piccinin, di Napoli Ciro Guida e Giuseppe Arcopinto, di Catania Roberto Tenio e James Conselmo, di Livorno Marco Fontanelli e di Vicenza Andrea Sitzia, coadiuvati dal Segretario Nazionale responsabile del settore Emilio Fargnoli, ha permesso un ampio confronto sulla situazione politico-occupazionale di tutte le regioni interessate dalla presenza militare.

Questo ha potuto, anche grazie alla presenza del Segretario Generale della UIL Sardegna Maria Francesca Ticca, aumentare la possibilità di analisi di quanto sta accadendo in Italia ed in particolare su Decimomannu.

La decisione dell’Aereonautica Tedesca di lasciare Decimomannu desta notevole preoccupazione. Entro il 1 Gennaio 2018 oltre 70 dipendenti civili perderanno il posto di lavoro. E la stessa base, senza i militari tedeschi perderebbe la sua rilevanza e andrebbe verso una probabile chiusura.

Sono coinvolte un totale di 1500 persone tra militari e civili per un’azienda militare che rende al territorio un giro d’affari di oltre 100 milioni di euro.

Va subito avviata, alla luce di quanto emerso, una nuova tornata di confronti con il Governo Regionale e Nazionale per il mantenimento dell’attuale operatività della base, una diversa concertazione territoriale tra la comunità e la presenza militare e il necessario rifinanziamento della Legge 98 del 1971 per la ricollocazione del personale civile.

Diventa oramai ineludibile l’intervento dei Governi Regionali come del Presidente della R.A.S. On. Pigliaru, del Presidente del Consiglio On. Renzi, del Ministro della Difesa On. Pinotti, che devono assumersi la responsabilità su questa vertenza per proteggere il personale civile e militare e le ricadute positive che la presenza militare comporta.

Il territorio sardo è già vittima della crisi e dell’assenza di un chiaro modello di sviluppo: all’elenco delle vertenze della Sardegna non si vuole aggiungere anche quella di Decimomannu. E la situazione degli altri territori va preservata tutelando i lavoratori dai processi di riorganizzazione decisi dai vari Comandi.

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