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Du Pareil Au Même, licenziamenti: firmato accordo

Il 6 dicembre 2016, ad un giorno dalla scadenza dei 75 giorni complessivi della procedura di licenziamento collettivo, è stato sottoscritto, nella sede del Ministero del Lavoro un accordo tra l’azienda Du Pareil Au Même e i sindacati Fisascat Cisl e Uiltucs ed un verbale ministeriale, che – con riferimento a quanto sottoscritto dalle parti – sancisce la fine della procedura con un accordo.

I termini dell’accordo

I termini ricalcano sostanzialmente quelli già indicati nel nostro precedente comunicato e che qui possono essere così riassunti:

a) riduzione degli esuberi di 19 unità – da 52 come da dichiarazione iniziale a 33 – a fronte della disponibilità al ricollocamento di “responsabili e vice responsabili dei punti vendita” nel ruolo di addetti alle vendite con accordi di demansionamento e relativo reinquadramento al 3°livello ed inferiore trattamento retributivo;

b) per i rimanenti 33 lavoratori in esubero, di cui 8 della sede centrale che verrà chiusa, che non si opporranno al licenziamento è prevista l’erogazione di un importo lordo formato da:

– 4 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto:

– un ulteriore importo pari a 6 volte il trattamento iniziale di mobilità erogato dall’Inps.

Le lavoratrici/lavoratori di cui al punto b) avranno 60 giorni di tempo – a partire dalla data odierna in cui si è sottoscritto l’accordo – per manifestare la loro non opposizione al licenziamento.

Da informazioni avute dall’azienda, presumibilmente la prime chiusure non avverranno prima della fine di febbraio.

Perché la firma di due sole organizzazioni sindacali confederali

Come è stato detto, l’accordo è stato sottoscritto da due sole organizzazioni sindacali. In effetti in sede ministeriale si sono riproposte le differenze che già si erano manifestate al primo incontro.

Per la Filcams Cgil era dirimente riportare – per i punti vendita – il principio della sola non opposizione al licenziamento.

Respinto questo da parte dell’azienda, veniva proposta l’esclusione dei “criteri tecnici-organizzativi”. Ma questa esclusione, però, entrava in collisione con un fatto: la stragrande maggioranza degli esuberi erano localizzati in punti vendita in chiusura.

Sulle spalle delle organizzazioni sindacali sarebbe ricaduto il peso di aver co-deciso con l’azienda, criteri di licenziamento delle lavoratrici (ad esempio far licenziare – al posto di alcune addette dei negozi in chiusura – altre “su piazza” operanti in negozi aperti).

Per questo alla fine si è deciso di tornare al testo originario, mantenendo la necessaria chiarezza e distinzione di ruoli tra chi ha scelto di operare i licenziamenti – l’azienda – e chi ha cercato di tutelare, per quanto è stato possibile, le lavoratrici e i lavoratori.

Tra l’altro sottolineiamo che il tempo entro cui dovrà essere compiuta la scelta – 60 giorni sostanzialmente – si aggiunge al “pacchetto-incentivi”.

Infine il verbale ministeriale e l’accordo tra le parti sono stati sottoscritti validamente da Fisascat Cisl e Uiltucs in quanto riconosciute, per numero di iscritti, maggiormente rappresentative all’interno dell’azienda.

Scarica il verbale di accordo.