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Eataly, premi e welfare: esito incontro

In data 5 luglio è ripreso il confronto con Eataly in ordine alla definizione di un sistema premiante condiviso a valere da quest’anno e sulla questione ancora aperta del welfare aziendale: entrambe le materie sono previste dal contratto integrativo aziendale.

In apertura, l’azienda ha fornito alcune informazioni rispetto al premio del 2015 (migliorate nella struttura anche dai sindacati e tramite il loro apporto ha potuto godere del regime fiscale agevolato previsto dalla legge, pur non essendo ancora un istituto condiviso): i lavoratori che hanno optato per il welfare rimborsuale sono stati 26; l’erogazione media è stata di 1000 euro.

Riguardo allo schema del nuovo premio di risultato, Eataly ha presentato una ipotesi di lavoro che, pur mantenendo ancora alcune criticità di impostazione, accoglie alcune richieste sindacali.

Il nuovo salario variabile sarà diviso in percentuale fra nazionale e negozio (80% 20%). Per quest’anno gli indicatori coincideranno e saranno ancora economici (EBTDA), ma l’azienda ha garantito disponibilità a valutare per il futuro l’introduzione di indicatori diversi anche qualitativi.

Qualora il risultato nazionale non venga traguardato, il singolo store che raggiungerà comunque il proprio obbiettivo, otterrà l’erogazione della quota ad esso spettante.

Eataly ha accolto anche l’osservazione dei sindacati di ragionare sulla carenza e non più sui giorni di assenza per malattia genericamente intesi, come indicatore di produttività.

Restano distanze rispetto alla progressiva decurtazione del premio (che per l’azienda può arrivare ad azzerarsi), alla scala di parametrazione delle decurtazioni medesime (ritenuta dai sindacati ancora troppo penalizzante) e alla pretesa aziendale di non erogare il premio in presenza di contestazioni di addebito “gravi”.

Di certo interessante invece è apparsa la volontà condivisa di individuare correttivi qualitativi al criterio eminentemente “quantitativo” della presenza: qualora si decidesse di assumere come riferimento la carenza (che in Eataly è totalmente a carico del datore di lavoro), si andrebbe a distinguere fra eventi di un singolo giorno da eventi di durata di tre giorni, introducendo penalizzazioni minori per i secondi.

Per ciò che concerne il capitolo “welfare” l’orientamento, per il 2016 , è quello di creare un panel limitato di opzioni su cui dovrà orientarsi la scelta delle lavoratrici e dei lavoratori, rimandando al prossimo anno una indagine più strutturata e capillare dei bisogni della popolazione aziendale.

Il prossimo incontro si terrà il 14 settembre a Roma con inizio alle ore 11.00. In quella sede verrà calendarizzata anche la commissione sugli inquadramenti.

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