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Fallimento Trenkwalder, firmato accordo sostegno al reddito

Il 4 aprile si è tenuto il secondo incontro con la Curatela Fallimentare della società Trenkwalder in fallimento relativamente alla procedura di licenziamento collettivo ai sensi dell’art. 24 della L. 223/91 avviata il 17 marzo scorso.

Durante l’incontro è emerso che i dipendenti diretti ancora in forza sono diminuiti a 48 rispetto ai 52 indicati nella comunicazione di apertura della procedura.

Attualmente solo 13 unità lavorative stanno svolgendo la propria prestazione per espletare le attività legate al fallimento, mentre la restante parte, ai sensi dell’art. 72 della legge fallimentare, è sospesa dal 7 di dicembre 2016, data nella quale è stato decretato il fallimento della società.

Infatti i 35 dipendenti sospesi da quel giorno sono senza copertura retributiva e contributiva, non potendo neanche accedere agli ammortizzatori sociali, in quanto, le ultime modiche del relativo quadro normativo, non prevede questa casistica.

Durante l’incontro, la Curatela fallimentare ha confermato, che al di la delle attività residue dettate dalla procedura fallimentare, non esistono prospettive di nessuna natura che possono far ipotizzare a soluzioni di continuità occupazionale.

A fronte di tale situazione, le parti hanno ritenuto necessario sottoscrivere un accordo volto a dare l’opportunità di un sostegno al reddito, accedendo alla NASPI, a coloro i quali manifesteranno la propria volontà di non opporsi al licenziamento, così come meglio specificato nel verbale di accordo.

Tale manifestazione di interesse all’uscita dall’azienda, dovrà essere richiesta per iscritto dai singoli lavoratori interessati, per poi sancire l’interruzione del rapporto di lavoro al momento della sottoscrizione degli accordi individuali.

Le strutture sindacali del territorio di Modena in cui ha sede la Trenkwalder si sono rese disponibili per il supporto necessario finalizzato ad espedire le fasi previste dall’accordo.

Le stesse strutture territoriali di Modena sono a disposizione per l’insinuazione al fallimento relativamente ad eventuali crediti vantati dai lavoratori.

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