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Licenziamento lavoratori Mazal: firmato mancato accordo

Si è svolto il 27 ottobre 2016 l’incontro al Ministero del Lavoro, alla presenza del Rappresentante Mise e dei referenti Regione Lombardia, per la procedura di licenziamento collettivo.

La riunione si è aperta con la reiterata richiesta  da parte delle organizzazioni sindacali della concessione della CIGD (per 3 mesi) per i 128 lavoratori inseriti in procedura.

Tale ammortizzatore infatti avrebbe potuto sospendere i termini del licenziamento e dare respiro a un’azienda in concrete e palesi difficoltà di liquidità, anche alla luce di quelle situazioni in sospeso per le quali si attende una risoluzione nei primi dieci giorni di novembre riassunta di seguito:
– 9 novembre sentenza definitiva del Tar Puglia sulla delibera del Comune di Foggia. L’azienda ha ottenuto infatti, al momento, la sospensiva della delibera e tutti i lavoratori sono rientrati in attività da martedì 25 ottobre. La procedura di licenziamento verrà con tutta probabilità ritirata in seguito alla sentenza positiva del Tar.

– 10 novembre apertura buste manifestazioni di interesse.

A questi elementi si è inoltre aggiunta un’ulteriore novità. Il referente della Regione Lombardia ha infatti dichiarato l’opportunità, a livello regionale, di trattare le sedi interessate dalla procedura attraverso l’erogazione di un ammortizzatore sociale in deroga destinato a situazioni di impatto sociale rilevante, data anche la conferma da parte del Ministero del Lavoro dell’impossibilità di concedere la Deroga a livello nazionale per la presenza di agenzie cessate.

Le organizzazioni sindacali si sono dichiarate profondamente amareggiate rispetto ad una lettura normativa così rigida da parte del Mdl e la delegazione ha chiesto la possibilità di confrontarsi con l’azienda per capire se disponibile ad avviare un percorso nelle singole regioni.

Purtroppo il confronto non ha portato a soluzioni condivise, l’AS non ha voluto e potuto assumersi il rischio di coinvolgimento delle Regioni, per il timore relativo alle differenti disponibilità di risorse finanziarie e all’ulteriore allungamento dei termini.

Il confronto si è inevitabilmente concluso in un Mancato Accordo.

I sindacati hanno inoltre espresso la loro forte preoccupazione alla rappresentante del MISE e denunciato una gestione certamente lenta e poco interessata della vicenda aziendale, sottolineando la necessità di un maggior coinvolgimento reciproco.

Il MISE si è impegnato a convocarci entro metà novembre al fine di avere risposte, forse più concrete, rispetto al futuro dell’AS. E’ stato infine richiesto un chiarimento circa la nomina del Comitato di Sorveglianza che, sembra, avverrà nei prossimi giorni.

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