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Metro, mobilità: il confronto va avanti

Il 4 luglio è ripreso a Roma il confronto con la METRO a seguito del comunicato del Consiglio d’Amministrazione emesso il 17 giugno ed ora anche alla luce della procedura di mobilità avviata dall’azienda con comunicazione del 28 giugno, che oltre a coinvolgere i tre magazzini in solidarietà di Bari, Catania e Verona, già oggetto dei confronti realizzati a partire dal mese di aprile, per complessivi 77 full-time equivalenti, coinvolge altri 11 magazzini per ulteriori 91 full-time equivalenti, che porta il numero complessivo degli esuberi dichiarati a 168 full-time equivalenti.

L’azienda ha esordito sottolineando che nel corso delle ultime settimane la situazione delle disponibilità all’esodo volontario incentivato o al trasferimento volontario incentivato dai tre magazzini di Bari, Catania e Verona non si è sostanzialmente modificata.

Gli 88 esuberi in fulltime equivalenti inizialmente dichiarati sono in effetti scesi a 77 per effetto dei trasferimenti volontari già in via di realizzazione, in particolare dal magazzino di Catania, verso altri punti vendita del Gruppo.

Inoltre l’azienda ha raccolto nei tre magazzini sopra richiamati disponibilità ad accettare l’esodo volontario incentivato per complessivi 43 full-time equivalenti. Dal che deriva il persistere nei tre magazzini attualmente in solidarietà di un numero di esuberi pari a circa 34 full-time equivalenti.

L’azienda ha aggiunto altresì che non ha intenzione di procedere ad alcun tipo di espulsione coatta del personale ancora eccedente nei tre magazzini, bensì di realizzare a complemento dei trasferimenti e degli esodi volontari, interventi di carattere organizzativo finalizzati ad un recupero di efficienza, alla realizzazione di una maggiore flessibilità e produttività del lavoro, con l’obiettivo di raggiungere una sostenibilità del punto vendita con la sua trasformazione nel format “Casa dell’Horeca” e il conseguente ridisegno delle aree di vendita e della struttura dei presidi, anticipando la chiusura dei contratti di solidarietà ma senza procedere a riduzioni strutturali dell’orario di lavoro settimanale ordinario del personale sia a tempo pieno che a parttime.

Le misure organizzative previste partono dall’esigenza di strutturare la distribuzione dell’organico al fine di corrispondere all’elevata stagionalità dei tre punti vendita, e soprattutto dei punti vendita di Bari e Catania, attraverso la definizione di un regime di flessibilità plurisettimanale dell’orario di lavoro che preveda una concentrazione delle prestazioni lavorative ordinarie nei mesi di intensificazione dell’attività a fronte di una diminuzione delle presenze nei mesi di flesso.

A tale scopo l’azienda ha chiesto di proseguire nel riportare l’orario di lavoro settimanale normale nei tre magazzini a 38 ore settimanali, come già realizzato ai fini della applicazione dei contratti di solidarietà. Inoltre l’azienda ha dichiarato l’intenzione di istituire una squadra di rifornimento serale/notturno composta da personale METRO dei tre magazzini, quindi non ricorrendo alla terziarizzazione come avvenuto in passato in molti altri magazzini, e ha chiesto di proseguire nell’applicazione delle altre due condizioni lavorative/contrattuali già operanti in collegamento ai contratti di solidarietà, vale a dire il riconoscimento di una maggiorazione oraria per le prestazioni domenicali del 40/45% in luogo del 70/75% previsto dal contratto integrativo aziendale e la sottoscrizione ad opera del personale con contratto a part-time della clausola di flessibilità.

Le Segreterie sindacali Nazionali hanno ovviamente valutato positivamente il fatto nuovo costituito dalla circostanza che – a fronte del mancato raggiungimento delle riduzioni strutturali di organico inizialmente dichiarate dall’azienda nei 3 magazzini in solidarietà – lo schema di soluzione proposto esclude qualsiasi misura coattiva di espulsione del personale, intervenendo invece sul versante organizzativo, rispondente alle richieste delle organizzazioni sindacali.

Resta da definire quanto inerente alle misure concrete proposte dall’azienda: la riduzione delle maggiorazioni per il lavoro domenicale, il riallineamento dell’orario di lavoro settimanale a 38 ore e la sottoscrizione delle clausole flessibili per il personale part-time finalizzate al raggiungimento di una situazione di riequilibrio dei tre punti vendita in solidarietà attraverso il riassetto organizzativo e la nuova articolazione dei presidi su base stagionale non possono avere carattere definitivo/strutturale e devono prevedere una durata limitata nel tempo.

I sindacati hanno inoltre precisato come sia indispensabile che il pagamento dell’ora aggiuntiva mensile per il personale part-time dei magazzini di Bari e Verona debba essere mantenuto. Inoltre, hanno sottolineato che sia la sottoscrizione delle clausole flessibili ad opera del personale part-time, sia il prolungamento temporaneo della prestazione lavorativa a 38 ore per il personale a tempo pieno dei tre magazzini implica l’adesione individuale del personale attraverso atti novativi della lettera di assunzione (così come avvenuto in passato nel magazzino di Mestre), ancorché aventi validità temporanea.

Infine è stato rimarcato come la definizione dei nuovi regimi organizzativi interni (stagionalità, istituzione del rifornimento serale/notturno ecc.) debba essere regolata in modo tale venga rispettata la conciliazione dei tempi di vita attraverso una programmazione stabile dei turni di lavoro e che secondo questo indirizzo possa essere realizzata esclusivamente attraverso la definizione di specifici accordi a livello di magazzino/territoriale.

Le Segreterie Nazionali hanno altresì sottolineato che per la prosecuzione del confronto è necessario che lo schema di soluzione che si viene delineando per la vertenza sia oggetto di esame da parte delle assemblee dei lavoratori dei tre magazzini attualmente in solidarietà al fine di valutare la possibilità di arrivare ad un accordo.

Il confronto è stato pertanto aggiornato al 12 luglio prossimo a Roma, con inizio dalle ore 15.

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