0
Securpol: esito incontro al Ministero

Si è svolto il 22 luglio 2016 il previsto incontro al Ministero del Lavoro per concludere il negoziato relativo alla procedura di licenziamento collettivo avvita da Securpol Group Srl, sulla base del mandato conferito a seguito del referendum tenutosi nelle scorse settimane tra tutti i lavoratori.

Il confronto ha consentito di realizzare un’intesa che conclude positivamente la vertenza, apportando anche alcuni chiarimenti e miglioramenti rispetto all’ipotesi formulata in precedenza. Essa si compone di cinque documenti:

a) il contratto di solidarietà;

b) l’accordo per l’incentivazione all’esodo di coloro che volontariamente accederanno alla messa in mobilità;

c) l’accordo per l’assunzione in deroga di personale part time con contratto a tempo determinato;

d) l’accordo sulla gestione degli esuberi con un nuovo modello organizzativo;

e) l’accordo per il pagamento delle ore accantonate in banca ore.

In sintesi, essi prevedono:

1) il contratto di solidarietà ha una durata di 12 mesi (dal 1.10.2016 al 30.09.2017), eventualmente rinnovabile qualora sussistano a quella data le condizioni di legge. La riduzione dell’orario di lavoro è pari al 25% (10 ore settimanali) e si realizza attraverso una media tra un minimo di 28 ore ed un massimo di 32 ore settimanali secondo specifici turni a rotazione a cadenza quadrimestrale. L’integrazione Inps è anticipata dall’azienda ogni mese.

Durante il contratto di solidarietà, tutti gli istituti contrattuali sono riproporzionati all’orario ridotto: dati i diversi schemi di lavoro giornaliero, le ferie ed i permessi retribuiti sono valorizzati in modo omogeneo a 5 ore giornaliere; quanto alle ferie ed ai permessi retribuiti maturati e non goduti prima dell’avvio del contratto di solidarietà, saranno retribuiti all’importo originario a prescindere dal momento di effettivo utilizzo.

2) La messa in mobilità potrà avvenire entro il 30.12.2016 (dal 1.01.2017 l’indennità di mobilità è abolita) per coloro che volontariamente sceglieranno questa soluzione ed il relativo incentivo (€ 6.000 netti).

3) L’azienda potrà assumere, durante il contratto di solidarietà, personale con contratto a termine ed a tempo parziale 25 ore settimanali, con pacchetto di ore in flessibilità pari a 5 ore settimanali e relative maggiorazioni.

4) Il nuovo modello organizzativo è fondato su una modifica temporanea dell’orario contrattuale individuale, che sarà composto di una parte fissa e di una parte flessibile. L’adesione è esclusivamente volontaria e ha una durata massima di tre anni; può essere esercitata dal lavoratore in qualunque momento entro il 30.09.2019, ma non è revocabile o sospendibile; al termine, l’orario contrattuale individuale ritorna automaticamente alla quantità originaria (40 ore settimanali).

L’orario di lavoro è pari a 30 ore settimanali nel primo anno, 32 nel secondo e 34 nel terzo; la parte di orario flessibile aggiuntiva è pari a 7 ore settimanali nel primo anno, 5 nel secondo e 3 nel terzo. La retribuzione mensile è pari alla somma delle ore della parte fissa e della parte flessibile; se la parte flessibile non viene effettuata nel mese per responsabilità aziendale, la retribuzione non subisce decurtazione (30 ore + 7 ore settimanali) e la parte flessibile sarà richiesta nei due mesi successivi, a fronte di una maggiorazione economica.

Sul piano contributivo, per questi lavoratori e nel caso che la retribuzione mensile risulti inferiore ai minimi tabellari del CCNL per i lavoratori a tempo pieno, l’azienda effettuerà comunque il versamento dell’importo intero.

Inoltre, sarà riconosciuto un importo mensile a sostegno del reddito perso per la riduzione di orario pari a 90€ netti. A decorrere dal 1.10.2016 il valore del ticket è uniformato a 7 ore giornalieri per tutti i lavoratori a tempo indeterminato.

5) L’azienda provvederà ad erogare rate relative alla BTA/Banca ore in anticipo rispetto alle scadenze originarie.

Osservazioni

L’accordo, pur paragonabile ad analoghe soluzioni concordate per fronteggiare situazioni di esubero, rappresenta sicuramente una novità nel settore e risente molto per le caratteristiche di questa azienda e del contesto in cui versa.

Il ricorso ad una forma di lavoro ad orario settimanale ridotto e flessibile (sia esso frutto del contratto di solidarietà o dell’adesione individuale al modello organizzativo) rappresenterà un esperimento sicuramente meritevole di verifica: la capacità organizzativa e gestionale nella programmazione dei servizi, il rispetto degli schemi di orario e la media stabilita, lo svolgimento della flessibilità, in rapporto ai carichi di lavoro ed alla loro ripartizione e la conseguente riduzione del lavoro straordinario, costituiranno elementi decisivi sui quali l’accordo prevede confronti a livello territoriale con le RSA e le Organizzazioni Sindacali.

La riduzione individuale dell’orario di lavoro fondata sul principio assoluto della volontarietà del lavoratore e sulla garanzia del ripristino automatico dell’orario pieno costituiscono un’opportunità che ciascun lavoratore dovrà valutare in relazione ai riflessi economici ed al tempo lavorabile: da un lato un contratto di solidarietà con 30 ore settimanali ed integrazione Inps; dall’altro, una prestazione a 37 ore (di cui 7/5/3 flessibili) con retribuzione corrispondente.

L’accordo prevede un ritorno generale di tutti i lavoratori alla situazione originaria: le scadenze del contratto di solidarietà e del modello organizzativo sono parificate al 30 settembre 2019. Non vi è, quindi, alcuna diversa conseguenza tra coloro che saranno inseriti nel contratto di solidarietà e altri che aderissero alla variazione contrattuale temporanea.

Peraltro, è chiaro che solo l’impegno serio e concreto della proprietà nel risanamento dell’azienda può consentire una prospettiva di tenuta occupazionale; l’esito della sperimentazione del modello organizzativo, a sua volta, potrà indicare l’efficacia della scelta oggi intrapresa.

I sindacati ritengono, in conclusione, che l’accordo risponda all’esigenza di salvaguardare l’occupazione e di contenere quanto più possibile il sacrificio economico dei lavoratori coinvolti, anche con maggiore equità (estensione ed uniformità ticket). Occorrerà vigilare sull’applicazione e monitorare costantemente l’andamento aziendale e la sua evoluzione.

Comments are closed.