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Securpol, si valuta il contratto di solidarietà

È proseguito nella giornata di ieri il confronto sulla procedura di licenziamento collettivo, anche sulla base di quanto emerso in sede di Ministero del Lavoro nel precedente incontro.

In premessa, è stata ribadita la nostra assoluta indisponibilità alla proposta aziendale relativa allo scorporo di una quota della retribuzione tabellare per addivenire alla sua variabilizzazione e conseguente detassazione; analogo rifiuto è stato espresso circa l’ipotesi di riduzione dell’orario di lavoro a 28 ore con prestazione garantita aggiuntiva di 7 ore (“pacchetto”).

La discussione si è quindi incentrata sulla possibilità, palesata dal Ministero del Lavoro, di ricorrere ad un contratto di solidarietà espansiva: come dispone la legge, l’abbinamento di una riduzione dell’orario di lavoro e del salario cui deve corrispondere un’analoga quota di nuove assunzioni.

L’Azienda è interessata a questa soluzione perché consentirebbe di aumentare il numero di lavoratori e contestualmente di ridurre il costo individuale del rapporto di lavoro. Restano, tuttavia, da chiarire le quantità di riduzione, il modello organizzativo, le caratteristiche dei nuovi rapporti di lavoro.

Non sfugge, però, la contraddizione della situazione che si può delineare (tutto è nato da una dichiarazione di esubero) e, in ogni caso, il contesto di forte incertezza economico e gestionale in cui versa l’azienda.

Si rende pertanto necessario un primo momento di informazione e valutazione con i lavoratori prima di poter entrare ulteriormente nel merito. Per questo è opportuno procedere tempestivamente alla convocazione delle assemblee.

La trattativa è aggiornata al 28 giugno 2016 alle ore 10.30, probabilmente al Centro Congressi Cavour in Roma.

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