0
Sma Simply, CIA: i temi del confronto

In data 2 marzo 2017 i sindacati di categoria hanno incontrato la direzione di SMA Simply in ordine all’eventuale avvio di una fase di rinegoziazione del contratto integrativo aziendale, scaduto il 31 gennaio e prorogato sino al 30 giugno 2017.

L’azienda, in apertura, ha effettuato un rapido excursus rispetto agli andamenti economici del 2016 che denotano una flessione complessiva del 4,3% rispetto al 2015, con una progressione negativa purtroppo riconfermata in tutte le “region” anche a dicembre.

L’organico in forza al 31/12 dell’anno scorso era di 8670 unità di cui 8000 a tempo indeterminato.

Le chiusure di Salsomaggiore e Fidenza sono state in parte bilanciate dalle nuove aperture di Pescara e Loreto; la forza lavoro rimane quindi pressoché costante.

Le vendite e il cash flow hanno subito una contrazione.

In questo scenario di generalizzata sofferenza particolarmente gravi appaiono gli andamenti registrati dalle “region” 4 e 5.

La direzione ha teso a valorizzare come grandi aspettative siano riposte nel piano industriale che verrà implementato a partire dal 2017 e che vedrà la sua piena realizzazione nel 2019.

Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato come manchi una adeguata visibilità rispetto alle attuali strategie commerciali, a partire dall’utilizzo della formula del franchising che meriterebbe un approfondimento adeguato per comprenderne l’effettivo impatto in termini di volumi complessivi della rete di vendita.

Negli ultimi anni infatti, si sono succeduti e talora sovrapposti, diversi interventi di natura commerciale, che hanno sempre richiesto al sindacato di giocare un ruolo di forte responsabilità rispetto al controllo del costo del lavoro e che, numeri alla mano, non sono risultati ancora sufficienti ad invertire la tendenza negativa.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sostenuto la necessità di invertire questo schema giocoforza restitutivo e sposare un approccio differente.

La contrattazione integrativa esistente non dovrà pertanto continuare ad essere letta come un insieme di voci di costo da abbassare, ma come una opportunità per affrontare, attraverso corrette relazioni sindacali, la sfida di garantire l’occupazione sia sul piano quantitativo (salvaguardia occupazionale) che qualitativo (miglioramento delle condizioni di lavoro).

La direzione aziendale pur riaffermando il valore della contrattazione di secondo livello, ha ribadito come questa debba evolversi, rispondendo maggiormente a criteri di sostenibilità economica complessiva dell’impresa.

Ha poi chiarito che il confronto negoziale in atto, le cui tempistiche sono ben precise e stringenti (il CIA scade il 30 giugno e la disdetta dovrà essere inviata entro il 31 marzo), riguarderà la solo rete supermercati, rinviando ad una fase successiva verifiche rispetto alla individuazione di punti di convergenza con la rete iper (Auchan).

Un passaggio importante sarà quello relativo alla illustrazione delle linee guida del piano industriale richiesto dalle organizzazioni sindacali nazionali per poter acquisire adeguata conoscenza del contesto generale, delle prospettive e delle iniziative che l’azienda intende mettere in campo per superare la difficile fase che sta attraversando.

Il prossimo incontro, che si terrà il 21 marzo, sarà quindi dedicato a questi argomenti e potrà fornirci utili spunti per comprendere il quadro di riferimento in cui si potrebbe posizionare l’eventuale rinnovo del contratto integrativo aziendale.

Comments are closed.