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Unicoop Tirreno, crisi: richieste più tutele

Si è svolto il 16 febbraio l’incontro con Unicoop Tirreno utile a definire il perimetro di un possibile accordo sulla gestione della crisi aziendale.

Punti vendita in cessione/chiusura

(Acquapendente, Grosseto via Pirandello, Grosseto via Pisacane, Grosseto Porto Santo Stefano, Roma via Cornelia, San Vincenzo Porto, Sferrocavallo, Vallerano, Pomezia via Cavour, Gavorrano, Livorno via Mastacchi, Barga, Sticciano Scalo, Montefranco, Napoli Arenaccia, Santa Maria Capua Vetere, Terracina, e – Commerce).

Il perimetro dei punti vendita (17 punti vendita e unità e-commerce) considerati in cessione/chiusura con l’aspettativa di cederli tutti nel breve periodo è stato ridefinito. Si devono verificare i contenuti del possibile accordo inerenti le tutela del lavoro.

L’interlocuzione della possibile cessione di tutto il perimetro risulta demandata al dott. Canova Direttore Generale.

La Uiltucs ha evidenziato l’incertezza della prospettiva della cessione e la possibile chiusura dei punti vendita indicati nel perimetro con ricollocazione problematica in rete dei lavoratori interessati.

Unicoop Tirreno non garantisce alcuna prospettiva certa per la cessione e certamente si profila la possibile chiusura e nella sostanza la trattativa non fa alcun passo in avanti.

Ammortizzatori sociali

Relativamente agli ammortizzatori sociali la Cooperativa ha dichiarato la preferenza per l’utilizzo della Cassa integrazione guadagni per crisi su tutta la rete di vendita con il vincolo esclusivo di utilizzo di tale ammortizzatore sulla sede, in ragione della prevalenza delle funzioni infungibili e della problematica distribuzione delle ore di riduzione oraria.

La Uiltucs ha dichiarato la preferenza per l’utilizzo del contratto di solidarietà, almeno per la rete di vendita, in quanto più vantaggioso per il tempo possibile di utilizzo, la ripartizione solidale dei disagi (fino a 36 mesi rispetto ai 24 mesi della cassa integrazione guadagni).

La gestione della crisi si annuncia di lungo periodo e il contratto di solidarietà tutela maggiormente la stabilità dei rapporti di lavoro, in attesa del rilancio della cooperativa.

La posizione di Unicoop Tirreno è penalizzante oltre misura per il lavoro (stabilità e salari).

Procedura di Mobilità

La Cooperativa ha annunciato la possibile apertura di una procedura di mobilità che abbia quale unico requisito per la risoluzione del rapporto di lavoro la non opposizione al licenziamento e la definizione di una somma di accompagnamento.

La Uiltucs si è riservata di valutare tale possibilità.

Sede di Vignale e Dirigenti

Il numero dei dirigenti è previsto in diminuzione da 21 a 9 entro il prossimo 1 aprile e la struttura operativa della Sede non subirà cambiamenti radicali. La Cooperativa ha annunciato la soppressione delle funzioni di sviluppo e dei servizi generali.

Le persone interessate saranno riqualificate e le funzioni stesse riallocate. La Uiltucs si è riservata di dare una valutazione.

Salario

La Cooperativa ha chiesto di sospendere l’erogazione di 4,1 milioni di euro di salari da premio aziendale e di 2,8 milioni di salari da indennità di funzione, a tempo indeterminato e fino al recupero del pareggio di bilancio della gestione caratteristica, (ipotizzato per il 2 semestre 2018). Indicato anche il tetto del reddito individuale esente dal prelievo/ sospensione in 800 euro netti mensili. (Tutela del salario delle fasce più deboli).

La Uiltucs ha considerato la proposta aziendale penalizzante e fumosa, quantificata chiaramente nelle cifre di contenimento dei costi aziendali ma non qualificata nelle voci contrattuali da sospendere.

La proposta della sospensione a tempo indeterminato delle voci salariali appare irricevibile anche in ragione delle norme contrattuali in essere ai vari livelli in materia di derogabilità.

Contraddittoria e inefficace il supposto intervento a salvaguardia dei bassi salari. Il riferimento al reddito di 800 euro netti, in un primo momento dichiarato lordo, ha suscitato nell’intera delegazione sindacale una considerazione di sconcerto. Considerazioni che sono le stesse della Uiltucs.

Il confronto sviluppato consente alla Uiltucs di considerare lo stato della trattativa insoddisfacente e in occasione del prossimo incontro fissato per il prossimo 23 febbraio si attende una inversione di tendenza delle posizioni sbagliate e penalizzanti di Unicoop, pena la realizzazione dello sciopero proclamato.

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